riserva naturale rio torsero

Riserva Naturale Regionale di Rio Torsero

La Riserva Naturale Regionale di Rio Torsero è stata realizzata in una valle fluviale, adiacente al comune di Ceriale, in provincia di Savona. É molto importante dal punto di vista paleontologico perché ospita un ricco giacimento di diverse specie di fossili eccezionalmente conservati. La particolarità di questi ultimi è il loro ottimo stato conservativo e la grande varietà e quantità di esemplari presenti.

Nel corso dei secoli il Torsero ha eroso le rocce sedimentarie del suo alveo scoprendo la moltitudine di stratificazioni che contengono fossili. In particolare possiamo trovare numerose conchiglie o carapaci di molluschi appartenenti alle famiglie dei lamellibranchi. Ma anche dei gasteropodi e oltre 200 tipi di scafopodi.  Rispondono all’appello anche resti di crostacei ed echinodermi, numerosi tipi di microfossili ma anche otoliti di pesci, colonie di briozoi e magnifici coralli.

Gli studi del giacimento iniziarono già nell’Ottocento ma, per proteggere questo patrimonio, nel 1985 venne istituita la Riserva naturale di Rio Torsero.

L’analogia dei fossili rinvenuti con altri presenti in mari caldi testimonia l’antica presenza di un mare “caraibico”. Parte della collezione dei reperti rinvenuti in quest’area è esposta nel museo “Silvio Lai” a Peagna, una piccola frazione di Ceriale, non molto distante dalla riserva.

L’accesso ai turisti alla Riserva Regionale Rio Torsero è fattibile solo se accompagnati da una guida turistica. Le visite guidate si svolgono esclusivamente nel periodo estivo, in giorni ed orari prestabiliti. Nel corso degli altri mesi è comunque possibile avere accesso alla riserva per scoprire la storia del pianeta ma, solo previa prenotazione. La Riserva fa anche parte di un Sito di Interesse Comunitario (SIC), tra i più interessanti della Regione Liguria.

Fossili: cosa sono e come si riconoscono:

I fossili non sono altro che resti di animali e vegetali delle antiche ere geologiche. In questo caso sono per la maggioranza di origine marina. I resti degli animali e delle piante che si sono depositati sul fondale marino sono rimasti inglobati nei depositi di sedimenti che si sono accumulati nel tempo. A seguito dei processi fisico-chimici che si realizzano dopo l’inclusione di un residuo organico nei sedimenti, avviene la fossilizzazione. In questo processo le sostanze organiche sono sostituite da elementi minerali. Forma e struttura rimangono invariate, e si conservano nella roccia anche per milioni di anni.

Nella maggior parte dei casi si trasformano in fossili solo le parti dure degli organismi. I gusci o le conchiglie, gli scheletri per gli animali e le parti legnose per le piante. A volte invece anche queste vengono “assorbite” per lasciare solo una impronta nella roccia.

Lo studio di questa materia è la paleontologia. I dati che vengono ricavati da questi studi ci insegnano tantissimo in termini di evoluzione delle forme di vita ma anche degli ambienti dove esse vivevano. Il fossile inoltre consente al geologo – paleontologo di identificare gli strati più antichi e più recenti delle rocce che va ad analizzare.

Fossili: testimonianza di un passato tropicale dei nostri mari

I ritrovamenti effettuati nella zona di Rio Torsero hanno dato la conferma che durante il Pliocene, in questa zona si estendeva un mare con temperature dell’acqua abbastanza elevate. Quello che chiameremmo oggi un mare tropicale. Le sue acque erano popolate da tantissime forme di vita, ad oggi scomparse, come ad esempio lo Strombus Coronatsu.

E’ stato possibile riconoscere questo e molti altri antichi abitanti dei mari grazie alla fossilizzazione.